venerdì 24 aprile 2015

L’inferno delle donne: stupri etnici nella guerra dell’ ex Jugoslavia

Nel corso della guerra in Bosnia Erzegovina, tra il 1991 e 1995 la pratica dello stupro è stata utilizzata come arma di pulizia etnica.
In totale la stima delle vittime di stupro supera le 22.000 e arriva ad un numero di 50 mila donne.
La violenza sessuale durante il conflitto armato è stata tollerata e considerata inoltre una sorta di premio dei paesi vincitori.
Le ragazze, donne e bambine venivano considerate come oggetti, violentate in gruppo, usate come scudo durante le operazioni militari o portate anche in “campi di stupro”.
Tuttavia, a distanza di ventiquattro anni, le vittime di molestie sessuali portano ancora i segni delle violenze subite sia emotivamente che fisicamente (esempio: depressioni, disturbi ansiosi, malattie urino-genitale, mutilazioni ).
A mio parere, tali atti atroci dovrebbero essere puniti severamente e inoltre penso che le vittime degli stupri debbano essere supportate e aiutate invece di essere relegate e dimenticate ai margini della società.  
-Centrella Chiara



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